domenica 11 dicembre 2011

Il presepe della Kinder Ferrero


Ero al supermercato con mio padre quella mattina di dicembre 1996. Probabilmente mi ero concesso un giorno di vacanza legalizzata (i tempi del marinare la scuola erano ancora lontani, ahimè) e stavo sicuramente gironzolando tra gli scaffali in cerca di chissà quale insalubre porcheria da metter nel carrello. E poi l’incredulità nello sguardo. Per chi ha sempre amato l’arte del presepe, una piccola gioia.
Se ne stava lì, il presepe della kinder, quieto quieto nel suo stand pubblicitario, circondato dagli altri, più usuali, ovetti di cioccolato… All’esterno, una colorata confezione, all’interno, un simpatico e curatissimo presepe in cartone. Dentro ogni uovo, una statuina.
Era la prima volta che la Kinder Ferrero faceva qualcosa del genere. Il primo anno di quella che sarebbe diventata una piacevole e gustosa tradizione natalizia per molto tempo.
Il proposito iniziale ricordo esser stato: si apre un ovetto al giorno, stile calendario dell’avvento, per intenderci. La realtà, però, è stata ben diversa. La sera stessa dell’acquisto il presepe l’era bello che montato. In ogni sua parte.
L’ho utilizzato per molti anni, da ragazzino. E quando ho dovuto trascorrere gran parte di dicembre lontano da casa, me lo son portato dietro, giusto per dar un tocco di Natale anche dove di Natale poco o nulla purtroppo c’era.
La scenografia in cartoncino è ormai andata, ma le statuine le conservo tutt’oggi. Con affetto.
Un peccato, dato che proprio questo primo esperimento, il presepe targato ’96, completo in ogni sua parte (e naturalmente in buone condizioni) ha ormai raggiunto un valore collezionistico che si aggira sugli 80/100 euro. Non male. Proprio per nulla.

Presepe 1996


 Come già accennato, un esperimento vero e proprio.  Una prova di mercato.
Desiderosa di testare le reazioni del pubblico al nuovo prodotto, la Ferrero sorteggia solo alcune regioni nelle quali commercializzarlo. Fortunatamente, la Sicilia è tra queste.
Lo scenario è semplice: un’ambientazione quasi del tutto desertica, con qualche casa sullo sfondo. Delle piccole sagome in cartone (un pozzo, del vasellame ed un gruppetto di pecore) decorano infine la parte centrale, altrimenti esageratamente vuota poiché troppo vasta.
Nove le statuine: la Sacra Famiglia, bue, asino, Re Magi e pastorello con pecora. Quattro piccoli animaletti vanno poi a decorare la figura del Bambinello, dell’asino e del bue.

Presepe 1997


Data l’ottima accoglienza ricevuta, il Presepe kinder sbarca sugli scaffali di ogni supermercato italiano l’anno dopo, ripetendo il successo (adesso su larga scala, ovviamente) dell’anno precedente. L’impostazione generale è perlopiù mantenuta, sebbene l’azienda si sia preoccupata di differenziare le due edizioni per mezzo di alcune piccole aggiunte e di una differente colorazione.
Sempre nove, le statuine.
E’ il colore, come già detto, a cambiare. Le tonalità sono infatti molto più accese e lucide, e la stessa statuina della Vergine viene spogliata della povera e spenta tunica marroncina per vestire i colori certamente più eleganti ed universalmente conosciuti del bianco e del celeste.
Le figure, poi, si vedono arricchite da qualche nuovo e sfizioso particolare (sul bastone di San Giuseppe appare un uccello; un castoro, invece, accompagna il magio in piedi).
Anche lo scenario in cartone acquista più colore, con una maggior attenzione nei confronti dei particolari.

N.B: non era raro, comunque, trovare all’interno di questa confezione personaggi in realtà provenienti dall’edizione precedente. Come se non bastasse, alcuni tra i nuovi pezzi portano addirittura il marchio Ferrero ‘96.

Presepe 1998


 L’idea diventa interessante, soprattutto per chi, fuori da ogni intento collezionistico, pensa bene di adoperare le statuine kinder per dar vita ad un presepe a tutti gli effetti.
Alle nove statuine originali, infatti, ecco aggiungersene altre quattro, andando così ad ampliare il parquet di figuranti. Ora abbiamo anche un angioletto, un suonatore di flauto, un pastore con pecora in spalla ed una madre con bambino. Il presepe si riempie.
Anche la scenografia muta, acquistando un aspetto molto meno desertico. Sullo sfondo, non più dune ma ampi prati verdeggianti.
 Curiosamente, del presepe ’98 esistono due versioni. Una composta dal numero standard di nove personaggi, l’altra, invece, di dodici.
Quest’ultima, per una qualche ragione, è stata commercializzata esclusivamente in Sardegna, vantando anche la presenza dei tre Magi, nell’altra, invece, assenti.
 Aggiunta importante è quella di una base atta a fornire una maggior stabilità alle figure (con sommo gaudio del San Giuseppe, finora traballante Torre di Pisa).

Presepe 1999


Messi ancora una volta a tacere i Magi, alla schiera di pastorelli si aggiungono altre quattro nuove figure: un carrettiere, un donna con oca, una pescivendola ed un ragazzo con secchi.
La Sacra Famiglia (+ angelo) è dotata di aureole fosforescenti ed un re-style generale è portato al termine.
I cambiamenti più significativi avvengono in ogni caso allo scenario. Tanto che, tra tutte le edizioni, non esito a considerare quella del ’99 come la migliore; merito della parte in cartoncino, appunto.
La grotta, trasformatasi in una sorta di vero e proprio palco teatrale, si slancia verso l’esterno grazie ad una struttura che simula una tettoia in legno. Lo sfondo acquista inoltre profondità e tridimensionalità con l’apporto di ulteriori pezzi di scenario.
Si arriva altresì alla giusta combinazione tra l’ambientazione desertica del ‘96/’97 e quella campagnola del ’98. Perfetta, insomma.

Presepe 2000


L’anno seguente, il presepe della Kinder Ferrero ritorna con uno scenario ulteriormente cambiato. Profondamente. L’ambientazione è ormai completamente urbana, presentando una stalla in un pieno centro cittadino immerso nella neve. Nel complesso, però, un passo indietro.
Dopo una bella rimpastata di colore alle statuine del ’99, ecco l’introduzione di due soli personaggi.
Mantenuta la donna con l’oca ed il ragazzo con secchi, esordisce un arrotino e la tipica figura di Benito, il pastore addormentato. Altra aggiunta (i pezzi passano così da nove a dieci): la cometa.

Presepe 2001


A casa kinder pare esser giunto il momento di un profondo cambiamento, probabilmente per svecchiare un prodotto già al suo quinto anno di vita.
Sinceramente, non so quanto questa possa esser stata scelta vincente. Chi godeva, magari, nell’acquistare anno per anno il presepe al fine di ampliare il numero di statuine sarà stato quanto meno deluso, come interdetti devono esser stati anche i bambini, essendo lo stile di questa nuova edizione forse un po’ troppo asciutto, stilizzato e serioso.
Si ritorna, per certi versi, alla semplicità del ’96, e, occorre ammetterlo, il presepe si fa più ieratico ( questo sì, adatto per esser esposto in salotto). E forse è a questo che la kinder aspirava: innalzare l’età dell’acquirente.
Si ritorna alle nove figure. Tutto è profondamente cambiato. Tutto nuovo! Si legge del resto sulla confezione.

Presepe 2004

 
L’esperimento del ’01 non deve essere stato molto soddisfacente se per ben due anni, negli stand kinder, del presepe nemmeno l’ombra. Si riflette, probabilmente, se continuare o meno.
Poi, quasi a voler lasciarsi alle spalle il tentativo precedente (sono semplici supposizioni, s’intende) la kinder intraprende la via opposta, passando, di fatto, da un estremo all’altro.
Il tono del nuovo presepe è infatti chiaramente ideato per attirare l’attenzione dei piccolissimi. Le figure assumono un’aria più giocosa, disegnate come fossero i piccoli attori di quella che potremmo definire la tipica recita scolastica di Natale (in tal caso, la barba di San Giuseppe sarebbe finta, s’intende).
Lo scenario quasi scompare, con la capanna (sormontata da una stella cadente con un simpatico visino dipinto) che arriva ad occupare i tre quarti dell’intero presepe.
A parte la Sacra Famiglia, abbiamo: uno zampognaro, un portatore di secchi, un angelo ed un pastorello con pecora.
Scompare il marchio Ferrero, sostituito da adesso in poi da sigle identificative.
A campeggiare sulla confezione una nuova scritta: Il mio presepe.

Presepe 2006

 
Ultimo anno, dopo la nuova assenza targata ‘05. Lo stile de Il mio presepe del 2004 è mantenuto. Per la prima volta, dall’ormai lontano ‘96, spariscono il bue e l’asinello, lasciando il posto a dei Re Magi naturalmente adeguati al nuovo stile bambinesco.
Fanno poi capolino un pescatore (con laghetto incorporato), una venditrice di pulcini ed un cammello (da affiancare al corteo dai Magi). Qui e lì qualche altra figurina supplementare va a completare il look di alcuni personaggi (una scimmietta da appendere alla corona di un magio, la papera da affiancare al pescatore e la pecorella alla culla del Bambinello).
Ottime statuine, comunque. Nel loro stile, belle da guardare, sì.

Dieci anni di presepi kinder, quindi. Dieci (quasi…) festività natalizie all’insegna del cioccolato al latte più famoso d’Italia.
Un altro tassello di nostalgia da aggiungere al nostro puzzle

5 commenti:

dolcefaith ha detto...

Io ho ancora qualche statuina del presepe '98....che bei ricordi!!!
Mi piacerebbe che la Ferrero continuasse con questa tradizione..... tornerei ad acquistarli volentieri!!!!!

Carla ha detto...

Mio figlio ne aveva uno. Solo che non mi ricordo quale. ihihihi

Cappellaio Matto ha detto...

Purtroppo, Dolcefaith, ha smesso da un bel po', sì.
Ammetto che veder un presepe nuovo, ogni Natale, mentre si faceva la spesa era alquanto piacevole. Gh.

Oh, mai dire mai, però!

Lucyette ha detto...

Ehilà! Ho controllato... e il mio presepio è la versione '98, a nove statuine.
:-))

Davvero, è un peccato che abbiano smesso di produrli: penso che, tutto sommato, fosse un'idea commerciale abbastanza originale...
Chissà come mai hanno smesso? Forse è il presepio che non tira più?

Anonimo ha detto...

Io sono indeciso, ho quello del 1997 o forse del 1996 o.o purtroppo ora non lo ritrovo ma a buttarlo non l'ho buttato.


Daniele

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